La Cornice di Tolomeo, artigiano corniciaio a Milano Città Studi

È Fabio Tolomeo, artigiano corniciaio titolare de La Cornice di Tolomeo, ad  accoglierci oggi nel suo negozio a Milano. 

Ci troviamo in zona Città Studi. Qualche sparuto gruppi di studenti del vicino Politecnico cerca di trovare riparo dalla pioggia battente di questo pomeriggio. 

Noi invece ci infiliamo all’ingresso di un bel palazzo di via Ampére, dove a breve inizierà una mostra

Ad ospitarla è proprio lui, Fabio Tolomeo, negli spazi del suo laboratorio. E per l’occasione sfoggia un elegante completo nero delle grandi occasioni. 

Prima che questa inizi, però, ci fa accomodare nel suo negozio, accerchiati dalle sue cornici. E inizia a raccontarci la sua storia.

Io comincio nell’86 a fare cornici, dopo 8 anni di carriera militare negli Alpini“. E ci indica a testimonianza il tipico cappello iconico in bella vista nel suo negozio.

Volevo fare Brera e l’artistico. Ma ai tempi questa carriera non era ben vista dai genitori!

In realtà, l’infanzia di Fabio è molto movimentata. Nasce in Sicilia, a Vittoria, e si sposta presto in Argentina, dove trascorre qualche anno. 

Torna poi in Italia, a Milano, passando anche dal Trentino Alto-Adige

“A San Candido sono bravissimi nell’intaglio. Ed è proprio lì che ho iniziato a frequentare alcuni intagliatori“.

Mio padre faceva il falegname“, ci racconta. “Andava sempre in giro a fare commissioni di lavoro. Poi, stufo di viaggiare, ha deciso di aprire un suo negozio di cornici qui a Milano“. E ci mostra una gelateria sull’altro lato della strada. “Proprio lì“.

Stufo anche Fabio della sua carriera militare, torna dal Trentino e decide di raggiungere il padre e lavorare con lui. 

Per abbellire il negozio, ho iniziato ad andare in giro per altre aziende e mi facevo regalare campioni di cornici. Li assemblavo e li portavo in negozio. Nel giro di una settimana ne avevo raccolti 250!” dice ridendo.

Così, da autodidatta, inizia la sua carriera come corniciaio. Prima prendendo contatti con altri artigiani corniciai. Poi iniziando lui stesso, nel giro di qualche mese, a fabbricarle di propria mano. 

Mentre ci racconta il suo percorso, tira fuori campioni su campioni di quel che si trova appeso in negozio. 

Abbastanza impressionante che per molte cornici, prendendole, ricordi l’anno di produzione

Questa è una cornice che ho fatto nell’86, questa è invece del ’92“.

Quasi come fossero tutte sue figlie. In un certo senso, è proprio così.

Ci svela un particolare della sua personalissima collezione. 

Alcuni miei campioni hanno il nome del primo cliente per cui li ho realizzati!

Un po’ come uno scienziato che scopre una nuova specie animale, un cliente fortunato può avere l’opportunità di vedere il suo nome legato per sempre ad un modello di cornice di Fabio Tolomeo. Un gran bell’onore!

Ma non è la sola cosa particolare che Fabio propone ai suoi clienti. 

A volte, quando qualcuno mi dice che i prezzi delle mie cornici sono troppo alti, gli propongo una cosa. Di vendergliela a metà prezzo, a patto che se la faccia lui stesso!

Senza far avvicinare nessuno a macchinari che richiedono cautela, ci tiene a precisare. Guidandoli tuttavia attraverso i vari procedimenti.

Un’idea niente male. Ma come reagiscono questi clienti?

Sono contentissimi di poterlo fare“, risponde. “Ma dopo poco tempo che si mettono a lavoro, in molti lasciano perdere“,  ci dice sogghignando.

E quando si rendono conto del lavoro che ci vuole per farle, cambiano idea. Dicendomi che, al contrario, le faccio pagare troppo poco!

Una splendida iniziativa. Del resto, Fabio ha anche insegnato a fabbricare cornici per un periodo. 

Sì l’ho fatto nel passato. Ora non più. Non ho tempo“, ci confida. Però, quando capita, dà ai suoi clienti la possibilità di metterci le mani. 

Anche se noi non abbiamo avuto questa occasione, da quello che ci mostra si capisce quanto possa essere complesso essere un artigiano della cornice

Si parte dal legno grezzo, si pulisce la vena, utilizzando quattro tipi di carta vetrata. Poi colla di coniglio mischiata al gesso”.

Il mix di gessi, abbiamo inteso, è uno dei segreti più profondi di ciascun artigiano corniciaio.

Poi si mischia il bolo (un argilla utilizzata nel processo di doratura, nda) con la colla di coniglio, sette mani, tutto fatto a pennello, niente spruzzo. Applico la foglia, bagnando il bolo con acqua tiepida. Quando si fa il guazzo con l’oro imitazione si usa poi la gelatina, quella  che si usa in cucina“. 

Questa ad esempio“, continua mostrandoci una delle decine di cornici che adornano il negozio, “è una cornice con doratura a guazzo. È il trattamento migliore che puoi dare a una cornice“.

Poi continua. “Sono le stesse tecniche che si usavano nel Sei-Sette-Ottocento. Non ho inventato nulla“. 

Quindi basta una buona dose di studio per apprendere la tecnica? 

Queste cose non ci sono nei libri di studio“, risponde sorridendo. “Certe tecniche si imparano solo con l’esperienza diretta“. 

Per capire ancora meglio quanto sia fondamentale questo aspetto, ci fa notare un altro dettaglio. 

Anche in base alle stagioni cambiano i processi“.

In che senso?

Col cambio di temperature devi sapere come dosare la colla e i gessi. Se sbagli, questo può portare a spaccature o alla creazione di bolle d’aria. Sono  lavorazioni molto complesse“.

Tant’è che anche una cornice ‘semplice’, ci dice, richiede come minimo tre, quattro ore di lavoro.

Anche saper patinare e far invecchiare il legno è un’arte in sé“, ci spiega. “Una cornice la puoi far invecchiare troppo, o troppo poco e non darle una buona resa. Per far questo devi far acquisire alla cornice quel gusto di tempo vissuto, simulando l’effetto in maniera perfetta“.

Anche se, per alcuni casi, il tempo è l’unico ‘maestro’ in grado di lavorare una cornice. 

Questo è oro zecchino“, ci dice mostrandoci delle striature su una sua cornice.

L’ho realizzata nell’86. Questa puoi lavorarla quanto vuoi, ma è solo il lavoro di pulizia fatto nel corso del tempo che può rendere un risultato così“.

Sono in realtà moltissimi i dettagli tecnici di cui  Fabio ci parla. Dai tipi di intaglio alla tecnica di cesellatura e rilegatura

Ci parla poi delle sue ‘invenzioni‘. Alcune intuizioni sue da cui ha tirato fuori nuove cornici. 

Un giorno guardavo i solchi su un vinile e mi sono detto: voglio creare una cornice su questo modello“. E ci mostra un quadro appeso in negozio. Ad essere incorniciato è proprio un vinile (dei Rolling Stones autografato!), la cui cornice richiama fedelmente colore e texture del vinile stesso. L’effetto è particolarissimo.

Ho fatto anche cornici partendo da assi da cantiere. O riproducendo il colore del naviglio di Milano“.

Intanto c’è movimento al di fuori del negozio. Al piano di sotto, in un grande spazio dove Fabio un tempo aveva il suo laboratorio, oggi organizza mostre ed eventi

Prima del 2008 avevo una azienda ed eravamo una decina di artigiani“, ci spiega. “Poi ho dovuto ridimensionarmi, e nello spazio che utilizzavamo mi piace adesso ospitare artisti, sfilate ed eventi letterari“.

Lo lasciamo perciò ad accogliere i visitatori. Ai quali ci accodiamo anche noi, per una piacevole visita alla mostra prima di andar via.

Salutiamo Fabio, ripromettendoci di tornarlo a trovare, magari per osservare il maestro dedito alla creazione della sua prossima cornice.

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